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Progetto Tobia, il latte a km zero con un trattamento che concilia genuinità e salubrità

Progetto Tobia, il latte a km zero con un trattamento che concilia genuinità e salubrità

Scritto in: News|8 Febbraio 2019
[Rubrica CIA su La Guida, 31/1/2019]

Scegliendo Tobia sai da dove arriva il latte che bevi a km 0. Uno slogan? No, una promessa a portata di tutti coloro che desiderano conoscere e apprezzare il sapore del latte italiano proveniente esclusivamente dalla produzione di singole aziende e non mischiato come avviene durante il normale trend produttivo industriale. Una vera e propria rivoluzione dove ogni realtà allevatoriale aderente alla piattaforma Tobia, seguendo un rigido disciplinare, dopo la mungitura conferisce tutto in un’unica cisterna, la propria. Una volta raggiunto il caseificio il contenuto che viene imbustato in pacchetti tetrapack da un litro con l’etichetta recante il nome dell’allevatore. In questo modo le caratteristiche organolettiche del prodotto rimangono fedeli all’origine. Gli allevamenti che producono latte Tobia ritengono fondamentale curare il benessere e l’alimentazione della propria mandria per poter offrire un prodotto di altissima qualità con sfumature uniche ed esclusive tipiche di ogni azienda. La lavorazione Uht (Ultra high temperature) è un particolare sistema di sterilizzazione che prevede il riscaldamento del latte a 135 gradi per non meno di un secondo. Il latte Uht organoletticamente è molto simile a quello fresco ma ha il vantaggio di poter essere conservato più a lungo. Il sistema garantisce l’assenza di microrganismi nocivi in attività per tutto il periodo indicato sulla confezione e permette di non utilizzare conservanti. Il progetto è partito inizialmente da tre realtà di allevatori che ci hanno creduto fin da subito: le aziende agricole Macchiorlatti di Vignat Domenico di Racconigi, Coletto Michele di Piossasco, Fratelli Rovei Silvano “La primula” di Pianezza; è seguita l’adesione dell’azienda Panero Fabrizio di Fossano che sta completando l’iter burocratico; nel frattempo sono giunte altre 12 richieste ancora in fase di valutazione. La cooperativa di recente costituzione, oltre ad effettuare la vendita diretta all’interno delle aziende produttrici, il 16 febbraio presso “Il mio Gigante” (supermercato di Racconigi) inserirà i propri pacchetti di latte Tobia insieme ai prodotti dedicati al progetto “Piemunto” lanciato nel 2016 dall’assessorato regionale all’agricoltura. Il marchio “Piemunto” contraddistingue il latte piemontese e i suoi derivati, realizzati esclusivamente con latte proveniente da allevamenti piemontesi e per questo garanzia di tracciabilità per i consumatori. “Il progetto Tobia – spiega il presidente di Noisiamovoi, Paolo Druetta – nasce a Torino (da cui prende il nome) e scaturisce da un’importante esigenza. A fine ottobre 2015 circa 33 aziende produttrici di latte bovino sono state costrette a chiudere. Una triste realtà soprattutto quando, guardando da dietro le quinte, si può verificare come i sacrifici non compensino i ricavi. La preoccupante situazione economica della produzione di latte bovino in Italia ha stimolato la nascita di aggregazioni spontanee di allevatori animate da uno spirito costruttivo nel trovare una soluzione condivisa. Da questo esempio ha preso vita l’associazione Noisiamovoi, che ha poi generato il progetto Tobia. L’idea nasce dalla produzione di latte avanzato il sabato e la domenica e svenduto a 30 centesimi. Utilizzando il procedimento Uht invece è possibile conservarlo per più giorni senza che deperisca ed è ottimo anche per la schiuma del cappuccino del barista. Chi lo ha provato lo acquista nuovamente, senza indugio, in quanto presenta un’alta digeribilità. In questo modo poi, si accorcia la filiera, in un rapporto che avvicina il produttore al consumatore.

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