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Il Paese che vorrei: parte con Cia Cuneo il progetto nazionale

Il Paese che vorrei: parte con Cia Cuneo il progetto nazionale

Scritto in: News|26 Agosto 2019

Parte con la Cia di Cuneo il roadshow di Cia-Agricoltori Italiani per presentare, attraverso un viaggio in tappe nelle aree interne, il progetto di riforma, in cinque mosse, “Il Paese che vogliamo”.

L’incontro interregionale Liguria-Piemonte si svolgerà il 2 settembre a Sassello (ore 9.30 Istituto Comprensivo) e proseguirà a Benevento, Castelsantangelo sul Nera e nei luoghi colpiti dal sisma in Abruzzo.

L’iniziativa, lanciata da Cia nell’ultima assemblea nazionale, richiama l’attenzione sulle azioni ritenute non più rinviabili e necessarie all’Italia: interventi di manutenzione delle infrastrutture, politiche di governo del territorio, sviluppo di filiere, nuovi sistemi di gestione della fauna selvatica, coesione istituzioni-enti locali per il rilancio delle aree interne in Europa.

Spiega il presidente provinciale Cia Cuneo Claudio Conterno, che prenderà parte ai Tavoli id lavoro: “L’incontro è strutturato su Tavoli tematici incentrati sui focus dei cinque punti di riforma del Paese secondo Cia. Abbiamo coinvolto le rappresentanze istituzionali protagoniste a livello territoriale per attivare un confronto costruttivo a più voci che vada al di là degli obiettivi formali”.

Chiuderà i lavori il presidente nazionale Cia Dino Scanavino.

Conclude il direttore Cia Cuneo Igor Varrone: “Tra gli obiettivi che Cia si pone c’è anche favorire la nascita di reti d’impresa territoriali, nonché accelerare il piano di intervento sulla questione fauna selvatica, che ha assunto una dimensione insostenibile anche in termini di sicurezza nazionale e i cui danni accertati al settore agricolo ammontano ormai a 50-60 milioni di euro l’anno. Occorre, quindi, spingere la riforma radicale della legge 157/62 in materia, partendo dalla proposta presentata da Cia alle Istituzioni. Infine, se ben orientate, anche le risorse europee con la nuova Pac potranno sostenere il rilancio delle economie locali, mettendo assieme Fondi strutturali, incentivi e programmi di sviluppo territoriale”.

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