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Home » News CIA » News » Cimiteri per gli animali nelle aziende agricole?

Cimiteri per gli animali nelle aziende agricole?

Scritto in: News|24 Gennaio 2019

Cani, gatti, conigli, ma anche cavalli e galline tenuti per compagnia e non per produzione, potranno riposare all’interno delle aziende agricole. A dirlo è l’articolo 21 della nuova Legge regionale sull’agricoltura, approvata recentemente dal Consiglio del Piemonte, il cui emendamento portava la firma di Gian Luca Vignale (Mns) e prevede la possibilità per le aziende agricole di dedicare parte del loro terreno per la sepoltura di spoglie di animali da affezione.

Dal punto di vista autorizzativo, l’istituzione dei cimiteri per animali sarà soggetta e regolamentata dalle autorità comunali, previo rilascio di apposito certificato veterinario che escluda la presenza di malattie trasmissibili all’uomo, nel rispetto di tutte le indicazioni fornite dalle Aziende Sanitarie Locali.

Secondo l’assessore regionale Giorgio Ferrero, si tratta di una sensibilità che chiede risposte nuove alla morte dell’animale domestico e rappresenta un’opportunità importante per innovare l’attività agricola in altri ambiti vicini alle esigenze dei cittadini.

A breve saranno scritti i regolamenti attuativi che disciplineranno l’attività e la speranza della Cia è che la burocrazia non sia, come spesso accade, tale da scoraggiare nuove iniziative.

Ad oggi, la legge impone l’obbligo di provvedere alla sistemazione definitiva del corpo dell’animale deceduto, vietandone l’abbandono, lo scarico o l’eliminazione incontrollata. Il decesso dell’animale deve comunicato all’ASL e le spoglie devono essere smaltite in centri di cremazione o sepoltura appositamente autorizzati dalle autorità competenti per il territorio.

Commenta il presidente provinciale Cia Cuneo Claudio Conterno: “Anche se approvata con nobili intenzioni, la possibilità data alle aziende agricole di riservare parte dei terreni per la sepoltura degli animali da affezione, aprendo il servizio al pubblico, non convince del tutto. Dal lato imprenditoriale, questa scelta escluderebbe ogni utilizzo successivo dei terreni destinati ad uso agricolo, e dal lato emozionale, siamo abituati a proporre l’agricoltura come un momento di benessere e spensieratezza, conoscenza dei prodotti del territorio, cultura delle tradizioni e della qualità dei prodotti tipici: legare la visita del pubblico ad un momento triste come la morte dell’animale domestico e la relativa sepoltura si allontana dalle nostre consuetudini. Detto questo, tutti i consulenti tecnici Cia sono disponibili qualora le aziende si dimostrassero interessate ad avviare il servizio”.

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