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Varrone sui voucher: per la Cia indispensabile limitare gli abusi ma non abolirli. Sono indispensabili in agricoltura.

Varrone sui voucher: per la Cia indispensabile limitare gli abusi ma non abolirli. Sono indispensabili in agricoltura.

Scritto in: Buste Paga|7 Giugno 2016
Igor Varrone dir. Cia Cuneo

Igor Varrone dir. Cia Cuneo

A seguito del dilagare dell’uso dei voucher ( nel 2015 ne sono stati staccati oltre 15 milioni) è partita la denuncia che essi non vadano a retribuire, e far emergere dal nero, i secondi lavori ma piuttosto costituiscano i pagamenti dell’unico lavoro che le persone si trovano a fare, promuovendo una nuova forma di precarietà nel mondo del lavoro. La conseguenza, scontata, è una severa stretta da parte del Governo sull’uso dei voucher. Sull’argomento interviene il Direttore della Cia di Cuneo, Igor Varrone: “ Si sostiene che l’uso massiccio dei voucher impedisce nuove assunzioni ma è una considerazione erronea, almeno nel settore agricolo. Incominciamo a spiegare bene che essi  sono nati proprio per regolarizzare il lavoro nero nei casi di prestazioni occasionali o discontinue non coperte da alcuna forma contrattuale e danno diritto, infatti, ai contributi pensionistici ed alla copertura infortunistica. In agricoltura sono indispensabili. Faccio un esempio. Se un piccolo imprenditore ha bisogno di persone per una potatura acquista un “buono lavoro” ed il giorno dopo ha i dipendenti, regolarmente pagati, con contributi e copertura assicurativa. Senza il voucher quello stesso imprenditore non assume proprio nessuno, al massimo non effettua la potatura o peggio rischia un rapporto di lavoro irregolare e selvaggio. La Cia si è sempre battuta, e si batte, contro il lavoro nero ed utilizza, soprattutto per lavori occasionali ( quali raccolte, potature, vendemmia in viticoltura e frutticoltura) non più del 2% dei buoni lavoro e condivide la finalità di contrastare ogni forma di illegalità e di precarietà nel mercato del lavoro. Come ben ha sostenuto il presidente regionale della Cia Piemonte siamo disponibili a discutere di eventuali forme migliorative ma abolirli sarebbe come buttar via, come si suole dire, il bambino con l’acqua sporca. Auspichiamo, allora, che il Governo arrivi ad un’equa soluzione che tenga conto delle necessità delle aziende agricole, trovando contemporaneamente il modo di impedire possibili comportamenti illegali ed elusivi”.

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